martedì 23 agosto 2016

DARK BLUE, C.J. ROBERTS. Recensione.



TITOLO: Dark blure

AUTORE: C. J. Roberts

SERIE: Captive series #1

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 288

PUBBLICAZIONE: 17 agosto 2016 

GENERE: Dark romance 

COSTO: € 4,99 ebook
Caleb è un uomo con un unico obiettivo: la vendetta. Rapito da ragazzino e venduto come schiavo da un mafioso affamato di potere, da allora non ha mai pensato ad altro che a vendicarsi. Per dodici anni ha esplorato il mondo degli schiavi del piacere alla ricerca dell’uomo che ritiene responsabile del suo tremendo passato. Finalmente riesce a trovare l’artefice della sua sofferenza: ha una nuova identità, ma la stessa natura di un tempo. Per avvicinarsi abbastanza da colpirlo, Caleb deve trasformarsi in ciò che più odia e rapire una bellissima ragazza perché sia la vittima che lui stesso è stato.
Olivia Ruiz ha diciotto anni e si è appena svegliata in uno strano posto. Bendata e legata, ad accoglierla c’è soltanto una calma voce maschile. Si chiama Caleb, ma vuole essere chiamato Padrone. Olivia è giovane, bellissima, ingenua e testarda. Possiede una sensualità oscura che non riesce a nascondere. Pur essendo terrorizzata dall’uomo forte, sadico e arrogante che la tiene prigioniera, l’irresistibile attrazione che prova per lui la tiene sveglia nel buio.




Vendetta, ricordò Caleb a se stesso. Tutto per quell’unico scopo. Vendetta. Dopo dodici anni passati a pianificarla, la realizzazione era ormai solo questione di mesi.


Caleb è un addestratore di schiave, un uomo assetato di vendetta. Da quando Rafiq lo ha salvato dalla sua condizione di schiavo, ha fatto di tutto per aiutarlo a compiere la sua personale vendetta, perchè a lui deve la vita e quello che è diventato. Adesso non è più Kéleb (cane), ma Caleb, un uomo temuto e rispettato nel mondo della tratta delle schiave sessuali.
Tra qualche mese, in Pakistan, si svolgerà la Fiera dei fiori che gli arabi chiamano Zahra Bay' e quale migliore occasione per avvicinarsi a Vladek Rostrovich, uno degli uomini più ricchi del mondo, e senza alcun dubbio uno dei più pericolosi, che ha distrutto la famiglia di Rafiq. 
L'idea è quella di allettarlo con una schiava occidentale, un dono prezioso con il cui guadagnarsi la sua fiducia e poi sferrare l'attacco che gli toglierà tutto, ponendo poi fine alla sua miserevole vita.  Caleb da dodici anni persegue ciecamente l'obiettivo di Rafiq, perchè oltre ad essere il suo maestro, egli lo ha salvato dalla prigionia, permettendogli di uccidere con le proprie mani il feroce aguzzino che ne aveva fatto uno schiavo sessuale in tenera età e ridotto quasi in fin di vita. 
L'unica cosa che manca è trovare la ragazza perfetta e Caleb sembra averla individuata in Olivia Ruiz. Poco più che diciottenne, lunghi capelli neri e un intenso sguardo penetrante, Olivia cattura subito la sua attenzione, nonostante la ragazza cerchi di nascondersi al modo. Con aria circospetta si aggira per le strade, intenta a non dare nell'occhio, ma Caleb non può non notare quell'aria triste, quelle spalle ricurve, quel senso di disperazione con cui trascina i suoi passi. Lei è perfetta, ne è sicuro e dopo un periodo di appostamenti e un particolare avvenimento, che la spinge tra le sue braccia, decide che è arrivato il momento di rapirla.
Olivia si risveglia bendata, legata e in un luogo che non riconosce. Il panico la assale e presto il suo rapitore le spiegherà per quale motivo si trova tra le sue grinfie. Ha così inizio un lavoro di spietato addestramento, fatto di punizioni e piccole ricompense, con lo scopo di piegare la volontà di Olivia e farne una ragazza accondiscendente e devota alla loro causa. 


Avrebbe imparato a fidarsi di lui, ad affidarsi, ad anticipare i suoi desideri. E come ogni maestro che si rispetti, lui l’avrebbe ricompensata per la sua obbedienza. Sarebbe stato estremamente severo, ma anche giusto quanto più avesse potuto. Non aveva scelto a caso lo strumento della sua vendetta. Aveva scelto una bellezza remissiva. E chi poteva essere remissivo se non qualcuno capace di adattarsi, capace di sopravvivere?

Olivia però, non reagisce come Caleb si aspetta, più che essere spaventata è infuriata, non riesce a tenere a freno la lingua, quasi non lo considerasse affatto una minaccia. Caleb non sospetta che Olivia non ha nessuna intenzione di arrendersi a lui, anzi, cercherà di tornare libera seducendolo, tentando di legarlo a sè sfruttando il tempo che le rimane prima che sia venduta. 






Anche Caleb ha una reazione imprevista, per la prima volta è particolarmente interessato agli effetti che le sue azioni hanno sulla schiava che addestra, è attratto dalle sue lacrime e il pensiero che si avvicini il momento in cui Rafiq dovrà averla tra le mani per testarne la preparazione, gli provoca una pericolosa rabbia sorda. 
Per la prima volta, dopo dodici anni, inizia a dubitare su quello che sta facendo, sul senso di tutto quel tempo passato a nutrire la bestia della vendetta, ma per che cosa? Allora inizia a compiere dei passi falsi, errori che prima di conoscere Olivia non avrebbe mai commesso, inizia a desiderarla...


Cosa suscitava quelle manifestazioni di un’emozione che gli scavava nelle viscere senza lasciarsi andare? Era lussuria allo stato puro quella che lo attraversava, come un dolore violento, portando con sé l’intenso desiderio di possederla, di avere il potere sulle sue lacrime. Ogni giorno che passava, la pensava più come una schiava che come qualcuno che ancora doveva comprendere.

Ammetto che sono ancora parecchio perplessa nel giudicare Dark Blue. La trama ha spunti parecchio originali, soprattutto per me che ho letto tanti libri del genere. La componente capture viene inserita in una cornice che dà coerenza, la vittima è pescata dalla cerchia degli invisibili, quelli che non fanno rumore con la loro presenza, figurarsi con la loro sparizione. Il contesto è quello di zone in cui il confine tra legalità e immoralità è molto sottile e quel sottile divario può essere comprato col denaro. Il destino di Olivia è il Medioriente, un luogo non cui la sua condizione di schiava sessuale non desta scalpore, perché la donna altro non è che oggetto di sollazzo per l' uomo. 






Nonostante tutte queste componenti accattivanti manca quel quid che ti tiene incollata alle pagine, un certo slancio. La narrazione risulta lenta e non riesce a creare pathos. Mi è mancata quella sensazione di disagio nelle scene forti, in cui la protagonista veniva sottoposta a soprusi e torture. Probabilmente questo è imputabile al diverso stile in cui sono narrati gli eventi. Ci troviamo, infatti, di fronte a due diversi punti di vista, ma il pov di Caleb è narrato in terza persona, mentre quello di Olivia in prima. Questo passaggio mi ha creato un certo senso di straniamento, perché anche se in alcuni punti stavo per empatizzare con la protagonista, il sopraggiungere repentino della terza persona ti riporta a distaccarti improvvisamente dalla lettura. Il fraseggio non è lineare ed in alcuni punti ripetitivo, e più volte sono dovuta tornare a rileggere interi periodi per comprenderne meglio il senso, ma non avendo letto la versione originale non saprei se imputare il tutto ad una pecca di traduzione. 
Forse se non lo avessi letto dopo un altro dark romance che ho amato tanto avrei appezzato di più Dark Blue. 
Infine, lo consiglierei? Si. Tutti gli elementi del dark romance ci sono e sono ben dosati, solo non c'è stato nessun coinvolgimento tra me e i protagonisti. Detto questo, trovandomi di fronte ad una duologia aspetto il seguito per scoprire quale sarà il destino di Livvie è se riuscirà nel suo intento di riavere la propria libertà tenendo sotto scacco Caleb.







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