mercoledì 6 settembre 2017

KRANE, IL MALE PURO, ANDREW LEVINE. Recensione.

TITOLO: Krane il male puro

AUTORE: Andrew Levine

EDITORE: Self publishing

PAGINE: 350

PUBBLICAZIONE: 22 giugno 2017

GENERE: Paranormal romance

PREZZO: € 2,99 ebook

Hailee Pierce, ventun anni, ha accettato la sua vita, nonostante il dolore. 

Ha accettato di non aver più molto tempo, nonostante la sua età. 
Ha accettato che la sua esistenza le scivolerà via tra le mani senza che lei possa finire il college o vivere il suo amore eterno con Dylan.
Ma quando arriva il giorno in cui tutto dovrebbe finire, al contrario da ciò che diversi medici le hanno detto, il suo cuore malato continua a battere, donandole dei giorni extra.
Nello stesso giorno in cui la vita di Hailee dovrebbe finire, un nuovo ragazzo si risveglia a Stonington, Connecticut.
Lui non sa chi è, non sa da dove viene, non ricorda nulla della sua vita. Tutto ciò che sa è che lui non è come gli altri.
E sulla strada che li condurrà a delle risposte, incroceranno la loro vita e, senza che possano rendersene conto, la cambieranno per sempre.


Hailee ama la sua vita. La ama così com’è, con le sue imperfezioni, i suoi dolori, la consapevolezza della fine che è sempre dietro l’angolo. Ha accettato la sua malattia, ha accettato che un giorno, molto più vicino di quanto potesse mai immaginare, la sua vita finirà.
Non vivrà l’emozione di andare all’altare e sposare l’uomo della sua vita, non diventerà mai una madre. Ciò che le resta da vivere sono giorni, settimane, forse mesi. Si impegna per viverli al meglio, sorridendo sempre. Al suo fianco c’è Dylan, il suo ragazzo, colui che le regalerà l’emozione dell’amore prima della fine.
Quando sei in salute, non ti rendi conto di quanto veloce vada la vita, sembra tutto così lento, c’è sempre tempo per tutto. E invece non c’è mai abbastanza tempo.
Sembra tutto pianificato, finché qualcosa non stravolge del tutto la sua vita.
Il suo nome è Sebastian Krane, ma lui non lo ricorda. Si risveglia in uno stato catatonico, senza ricordare nulla della sua vita fino a quel momento.
Sebastian è una creatura oscura, che racchiude dentro di sé tutte le sfumature del bene e del male, del giorno e della notte. Ha più di cento anni, trenta dei quali passati da morto, più ricordi di qualunque altro essere umano in vita e il potere di farsi carico del dolore delle persone che incontra sul suo cammino.
Gli basta volerlo per impossessarsi del dolore degli altri. Lo afferra, se ne fa carico, lo indossa.
Una sera Sebastian salverà Hailee, perché l’ha visto, in una delle sue visioni. Deve salvarla, deve regalarle altri giorni di vita. Da quel momento il legame tra i due sarà sempre più stretto.
In un romanzo originale, oscuro e dallo sviluppo particolare l’amore riuscirà a ritagliarsi il suo piccolo spazio, il suo angolo di paradiso. In mezzo alla distruzione, alle macerie che il male si lascia dietro, ecco che l’amore, puro, candido, reale, incarnato nel corpo di Hailee, entra a far parte della vita di Sebastian.
Forse è tutto nella mia testa. Forse lui mi ha fatto dimenticare di essere malata perché mi guarda con occhi diversi e questo ha fatto sì che lo dimenticassi anche io.
Il protagonista di questo libro è l’anima del romanzo. È oscuro, enigmatico, complesso. Tante sono le sue sfaccettature, e solo arrivati alla parola fine potrete dire di averlo conosciuto. Riserverà tante sorprese, non compirà mai mosse scontate, vi regalerà sempre nuove emozioni.
Sono stata attratta dalla sua storia personale in maniera quasi malsana. Sebastian è un uomo forte, che non cede alle tentazioni se non in maniera intenzionale. Un uomo che è stato costretto a seguire una strada che ora è troppo difficile cambiare. Soprattutto quando il passato, e i suoi demoni, torneranno.
Hailee farà venire fuori il suo lato più puro, quello che Sebastian non sapeva di avere. L’altruismo, i sensi di colpa, la coscienza. Tutte novità per l’uomo Sconosciuto che da quando si è risvegliato ha ricevuto affetto e cure da chi lo circonda.
«Sei attratto dal suo dolore, dal suo lato oscuro, fratellino. E lei d’altro canto, ha scelto te per questo. Non lo sa ancora, ma quando ti è vicina il suo dolore scompare perché tu te ne nutri.»
Krane. Il male puro è di sicuro il romanzo più innovativo di Andrew Levine. Rispetto agli altri già pubblicati, per me, ha quel quid in più. L’elemento paranormal, che sembra essere particolarmente congeniale all’autore, è stato inserito al meglio nella trama, reso credibile in ogni sua sfumatura. Ho apprezzato l’alone di mistero che circonda il protagonista, il suo svelarsi a poco a poco, capitolo dopo capitolo, senza mai arrivare a far conoscere al lettore tutto della sua storia.


Ogni capitolo è stata una scoperta, un tassello che andava ad aggiungersi al quadro finale.
Il male, il buio, l’oscurità, il dolore e la morte sono il passato, il presente e ciò che definisce Sebastian. Sono la sua esistenza, la sua famiglia, i valori ben radicati in lui.
Hailee rappresenta la sua svolta, la voglia di cambiare, di migliorarsi, di credere in un futuro diverso.
Ammetto di aver provato una certa ansia durante la lettura di certi capitoli. Una coltre di nubi mi ha avvolta facendomi entrare appieno nello spirito del romanzo. Ho sentito tutto il nero dell’anima del protagonista, il dolore della protagonista nell’accettare la sua malattia. Li ho sentiti come un pugno nello stomaco.
Sebastian e Hailee, sempre in bilico tra la morte e la vita, tra il buio e la luce, tra il passato e il futuro. Sempre sull’onda di emozioni contrastanti, nuove, spaventose.


Da una trama del genere, però, devo ammettere che mi aspettavo qualcosa in più sul piano emozionale. Avrei voluto sentirmi ancora più coinvolta, avrei voluto sentire l’aria mancarmi e restare ancora più in bilico con la paura e il desiderio di sapere. La trama è ricca, i colpi di scena non mancano, la caratterizzazione dei personaggi – anche secondari – è perfetta, lo stile è fluido e scorrevole. Ma c’è quel però. Quel qualcosa che è mancato.
Il testo, dal punto di vista formale, presenta qualche refuso che segnalo per un eccesso di puntigliosità e che non toglie nulla al romanzo.
Mi piacerebbe dirvi che il finale mi ha soddisfatta, che il bene ha vinto sul male, che l’amore ha vinto sulla morte. La verità è che non lo so. Ebbene… ci tocca aspettare il seguito!
Andrew, dimmi che manca poco e regalami un lieto fine perché già in questo primo volume ci hai inflitto dolore a sufficienza.






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