martedì 12 settembre 2017

DARK BLACK, CJ ROBERTS. Recensione in anteprima.


TITOLO: Dark black

AUTORE: C. J. Roberts

SERIE: Captive series #3

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 160

PUBBLICAZIONE: 12 settembre 2017

GENERE: Dark romance 

COSTO: € 4,99 ebook

Sto scrivendo questa cosa perché mi hai implorato di farlo. Sai quanto mi piace quando implori. In effetti mi pare che tu sappia troppe cose, e le conosca fin troppo bene. Chi sono io? Be', è quello che sto cercando di scoprire. Sono stato un gigolò da giovane, poi un assassino, e un mostro da quando sono diventato un uomo. Sono l'uomo che ha rapito Livvie. Sono quello che l'ha tenuta in una stanza buia per settimane. Ma soprattutto sono l'uomo che ama. Mi ama. È da malati, vero? Certo, ci sono cose che non possono essere riassunte in poche frasi, ma tuttora non riesco a giustificare il mio comportamento di allora. Dato che stai leggendo, do per scontato che io non abbia bisogno di giustificarmi. L'hai già fatto tu. Stai leggendo perché vuoi sapere il resto della storia. Vuoi sapere cos'è successo quella calda sera di settembre, la notte in cui ho incontrato Livvie al Paseo. È stata la notte in cui la mia vita è cambiata completamente. Non è andata esattamente come ha raccontato Livvie. È stata fin troppo clemente nel raccontare la nostra storia. La verità è molto più complicata.







POSSIBILI SPOILER SUI PRECEDENTI LIBRI DELLA SERIE


Siamo arrivato al terzo e ultimo capitolo della Captive Series di C.J. Roberts, che i fan dell'autrice hanno chiesto a gran voce desiderosi di sentire ancora la voce di Caleb. Devo ammettere che ero parecchio perplessa su questo ultimo libro, già gli altri non mi avevano entusiasmata, nonostante apprezzi il genere, e l'idea di un aggiunzione mi sembrava superfluo. Invece, stavolta sono rimasta piacevolmente sorpresa. Mi aspettavo il solito POV sul protagonista maschile che ripercorre per filo e per segno una storia già letta e riletta. Completamente inutile!
Già alle prime pagine però, mi sono resa conto che mi ero fatta un'idea sbagliata, perché la storia che viene raccontata dalla viva voce di Caleb ci parla delle vicende che sono accadute quando l'uomo ritrova Livvie a Barcellona, quando l'incubo del suo rapimento è lontano, Rafiq è morto. 
I pensieri e i sentimenti vividi di Caleb sono messi nero su bianco per aiutarci a comprendere un po' di più il senso di questa storia di violenza, ma anche d'amore. 



Amore, sì, perchè il carnefice attraverso l'amore diventa (o ridiventa) vittima, in preda a sensazioni che non sa ben gestire e che rischiano di sommergerlo. La sensazione soverchiante di essere un uomo terribile, un mostro che non merita nessun perdono, ma che è non può fare a meno di sperare che Livvie lo tenga con sè, per sempre.


Ciò che trovavo più spaventoso del sogno era la vocina in testa che mi diceva che non avrei mai lasciato andare Livvie. Mia, mia per sempre.Se state tirando un sospiro di sollievo, o siete degli psicopatici, o non cogliete la serietà della situazione. Anche se non ammazzo più, rimango un assassino. Un assassino innamorato è qualcosa di molto pericoloso.


Un nuovo futuro insieme potrebbe prospettarsi all'orizzonte per i due protagonisti. Livvie, grazie all'FBI ha cambiato identità, è Sophia, una studentessa con una vita diversa, amici, svariati interessi e un lavoro. Caleb cerca di inserirsi in questo quadro, ma non sa come conciliare il passato con il presente, figurarsi immaginare un futuro. Anche lui ha cambiato identità, è James, quello che forse sarebbe stato se Rafiq non avesse irrimediabilmente segnato il suo passato, trasformandolo in una "puttana" per poi far finta di salvarlo creando uno spietato assassino. 
Caleb/James si chiede spesso cosa sarebbe stato della vita di Livvie se lui fosse morto da bambino, o se l'avesse veramente venduta come schiava. Rimestare il torbido di un passato terribile non serve all'uomo per andare avanti, per comprendere i sentimenti di vuoto che lo tormentano. 

«Perché non muori?», chiesi avvelenato. Rafiq fece un sorriso maligno.«Non puoi uccidermi, Khoya, non di nuovo. Io sono tutto quello che sai. Sono tua madre, sono tuo padre, sono tuo amico. Ci sarò sempre, non ti sbarazzerai di me».
...
«Come puoi avermi fatto tutto questo? Mi hai rubato l’infanzia. Mi hai rubato il destino».

Entrambi fragili, spezzati e in via di ricostruzione, Caleb e Livvie si scontreranno, discuteranno, riaccenderanno la torbida passione di cui non possono fare a meno, e insieme cercheranno le risposte ai mille quesiti che si pongono per comprendere e comprendersi. Forse il mondo non comprenderà quello che è successo, come sia potuto nascere amore dalla sofferenza, ma le esistenze sembrano legate indissolubilmente a doppia mandata.
Caleb, pur non rendendosene conto, ha plasmato una nuova Livvie, forte, determinata e con dei bisogni che solo lui è in grado di placare. La sofferenza che ha inflitto alla giovane e indifesa ragazza, pesa come un macigno, un fardello che dovrà portare per l'eternità, ma non riesce a non sperare che quell'eternità possa essere tutta loro. 
Vi comunico che se anche gli atri due libri fossero stati scritti con lo stesso pathos, avrei sicuramente adorato la serie Captive in The Dark. In questo terzo libro c'è tutto quello che mancava ad una storia che ha sempre avuto spunti interessanti e originali, pur aderendo ad un gene su cui è stato detto tutto. Dark Black ci fa camminare tra i vicoli dell'anima di Caleb, facendoci toccare con mano nitidamente il senso lacerante di confusione che l'uomo prova quando combatte per domare i suoi impulsi, per razionalizzare la sua condotta, il suo viscerale bisogno di possedere Livvie, di farle del male. In questo gioco delle parti, i confini tra bisogno e necessità sono più sfumati, tanto che anche in Livvie si delineano i contorni di esigenze che dovrebbero collimare con l'esperienza terribile che ha vissuto. 

«Non so se hai ragione, Sophia. So che meriti di essere felice. So che meriti qualcuno… migliore, ma io sono egoista, io ti voglio, ti voglio talmente tanto da cercare di essere una persona migliore.

Detto questo, non mi sorprenderebbe che tu mi annunciassi che è troppo poco e troppo tardi. Non resterò un secondo di più di quanto tu voglia, lo prometto».

Ho letto tutto in poche ore, ho sentito finalmente scattare quella scintilla di cui sentivo l'esigenza, e ho chiuso il libro soddisfatta. 

Se nutrite dei dubbi su questo ultimo capitolo della serie, vi invito a iniziare subito e a superare le vostre reticenze. Se invece avete amato gli altri libri, questo lo adorerete.
Accattivante, introspettivo, piccante, Dark Black è il dark romance che volevo sin dall'inizio.






CAPTIVE SERIES


#1 Dark blue

#2 Dark red
#3 Dark Black (POV Caleb) 





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