lunedì 31 luglio 2017

TUTTA COLPA DI MR DARCY, SHANNON HALE. Recensione.


TITOLO: Tutta colpa di Mr Darcy

AUTORE: Shannon Hale

EDITORE: Piemme

PAGINE: 235

PUBBLICAZIONE: 18 luglio 2017

GENERE: Contemporay romance

PREZZO: € 5,99 ebook; € 18,50 cartaceo


Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come "orgoglio", "pregiudizio", "ragione", "sentimento" hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c'è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy - tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l'eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L'unico posto dove, tra costumi d'epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti… Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po' troppo affascinante… E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà. Un romanzo delizioso, per le appassionate di Jane Austen, ma soprattutto per chi ha voglia di concedersi una storia semplicemente e meravigliosamente romantica.


Facciamo un gioco: io non vi dico il titolo di questo romanzo, né a quale grande classico si ispiri, ma vi riporto di seguito l’incipit e solo quello. Eccolo: “È verità universalmente riconosciuta che una trentenne provvista di una carriera soddisfacente e di un’acconciatura strepitosa debba sentire il bisogno di poco altro, e Jane Hayes, carina e intelligente al punto giusto, aveva, a detta di tutti, poche preoccupazioni. Certo, non aveva un marito, ma quello non era più necessario. In compenso aveva dei ragazzi e, se è vero che andavano e venivano in un flusso costante di reciproca insoddisfazione, be’, così era la vita, giusto?”.
Ora vi chiedo: vi ricorda qualcosa? In particolare la primissima parte “È verità universalmente riconosciuta che…” No? Allora eccovi un altro incipit: “È verità universalmente riconosciuta che un uomo celibe e in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E nonostante si sappia poco dei sentimenti o dei desideri di quest’uomo, questa verità è talmente radicata nella testa della gente, che al suo arrivo in una nuova città egli è considerato dai vicini la legittima proprietà di una o dell'altra delle loro figlie.
Nessuna idea neppure adesso? No? Impossibile.
Per chi ha amato Orgoglio e pregiudizio, basta la prima frase per rimanere folgorati e innamorarsi perdutamente anche di questo romanzo: Tutta colpa di Mr Darcy.
Si tratta di un’opera sorprendente, divertente, ironica e brillante, in perfetta sintonia con lo stile e l’arguzia della migliore Austen. Ma ciò che più di tutto mi ha colpito è stata l’originalità. Grazie a questo romanzo dalla trama attuale e contemporanea, con personaggi dei giorni nostri, abitudini della nostra epoca e riflessioni tipiche di una donna moderna ed emancipata, d’un tratto si viene catapultati all’interno di un romanzo storico, si respira l’aria che respirava la borghesia dell’Inghilterra dei primi dell’ottocento, si sente parlare come loro, agire come loro, perfino pensare come loro. Eppure, tutto ciò è del tutto normale, logico, prevedibile e, soprattutto, accettabile.
La Hale ha avuto un’idea a mio avviso strepitosa: catapultare una ragazza dell’America odierna – che ama i romanzi della Austen al punto tale da averne fatto un’ossessione – all’interno di una ricostruzione storica in costume dell’Inghilterra della Reggenza. Non si tratta di un viaggio nel tempo, non nel senso canonico tipico della narrativa fantastica, quanto piuttosto di un viaggio all’interno delle illusioni che una finzione molto ben orchestrata può generare.
Jane, la protagonista, è talmente limitata nella sua vita e nella sua felicità dall’immagine che nella sua mente si è fatta dell’uomo perfetto – un uomo, badate bene, plasmato in toto sulle fattezze del famosissimo Mr. Darcy di Orgoglio e pregiudizio – da non riuscire a costruire una relazione degna di questo nome con nessuno dei suoi fidanzati. La sua situazione è talmente drammatica che se ne rende conto perfino chi non la conosce affatto, come la vecchia zia Carolyn, la quale la inquadra senza alcuno sforzo già al primo incontro.
Le cose non vanno benissimo e, ogni volta che un uomo ti delude, lasci entrare Darcy un po’ di più. Forse sei arrivata al punto in cui sei talmente legata all’idea di quel mascalzone che non ti accontenteresti di niente di meno.”


Poco dopo, tuttavia, quando la zia Carolyn muore, nella vita di Jane avviene la svolta: nel testamento della donna c’è un lascito per lei, una vacanza in un posto sperduto dell’Inghilterra, un posto dove Jane potrebbe finalmente superare la sua ossessione. O perdercisi per sempre. Seppur combattuta, Jane decide di partire.
“Okay, va bene, ci sarebbe andata. Avrebbe sparato l’ultima cartuccia. Come la sua mica Becky, che la sera prima di sottoporsi a un bendaggio gastrico, era andata in un ristorante All you can eat. Jane si sarebbe concessa un’ultima follia e poi avrebbe chiuso per sempre con gli uomini. Avrebbe realizzato la sua fantasia, si sarebbe divertita un mondo, dopo di che basta. Niente più Darcy. Niente più uomini, punto. Tornata a casa, sarebbe diventata una donna perfettamente normale, in pace con se stessa e soddisfatta del suo essere single. Avrebbe perfino gettato via i dvd.”
Peccato che, una volta lì, l’esperienza si riveli molto più complessa e difficile da gestire di quanto Jane si fosse aspettata. Da un lato c’è il fascino di un’epoca che i libri della Austen le hanno fatto amare alla follia, con tanto di linguaggio, abitudini, etichetta, alimenti e costumi. 
“Ah, i gentiluomini. Indossavano i panciotti dai colletti alti, gli ascot, i cappotti a coda di rondine e i calzoni al ginocchio che avevano fatto galoppare la fantasia di Jane in molte noiose serate casalinghe. Sentì il cuore agitarsi nel petto come un’ape contro una finestra, e quel mondo parve avvicinarsi, dicendole che era tutto vero, che poteva toccarlo con mano. Era davvero lì. Nascose le mani dietro la schiena per paura che tremassero.”
Dall’altro, però, c’è la consapevolezza di trovarsi proprio lì, all’interno di una finzione, in cui tutto è falso, tutto è creato solo per intrattenere. Ma se non fosse davvero così? Cosa è vero e cosa non lo è? Per una sognatrice romantica come Jane, costretta dall’esperienza a dissezionare ogni emozione, un mondo come quello di Pembrook Park innesca un’altalena di emozioni che le fa toccare i picchi più elevati e il baratro più cupo.
Alla fine, tuttavia, la zia Carolyn dimostrerà di averci visto giusto: quell’esperienza aiuterà davvero Jane a superare la sua ossessione per Mr Darcy. Non vi dico come, ma vi invito caldamente a scoprirlo!







Nessun commento:

Posta un commento