martedì 13 giugno 2017

QUELLO CHE NON MI HAI MAI DETTO, LESLEY JONES. Recensione in anteprima.


TITOLO: Quello che non mi hai mai detto

AUTORE: Lesley Jones

SERIE: Carnage #3.5

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 126

PUBBLICAZIONE: 13 giugno 2017 

GENERE: Contemporary romance

COSTO: € 3,99 ebook
È solo una scatola piena di lettere, giusto?
Parole scritte tanto tempo fa. Da un ragazzo che sentiva la mancanza di una ragazza. Da un uomo alla donna che amava. Ma se queste parole pesassero più di quanto si possa immaginare? Forse potrebbero dare a Georgia il senso di pace di cui ha bisogno, forse potrebbero alleviare il senso di colpa con cui lotta ogni giorno. Ma potrebbero anche mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sulla persona che le ha scritte e sulla vita che hanno condiviso…
Sarà tutto rivelato nelle lettere.

Una storia d'amore, di vita, di accettazione



Torniamo ancora una volta nella vita di Georgia e Cam. Siamo nel presente, i due hanno raggiunto la soglia dei cinquant’anni, hanno una numerosa e meravigliosa famiglia, ma i fantasmi del passato non sono mai andati via del tutto. Infestano i loro ricordi e le loro notti, soprattutto quelle di Georgia, che ancora pensa a ciò che ha perso. Da Quello che non mi hai mai detto, The letters in lingua originale, mi aspettavo qualcosa di preciso. In quest’anno, e soprattutto nell’ultimo periodo, mi sono fatta un’idea di ciò che potevo trovare in questa novella, e invece… dopo i primissimi capitoli sul mio viso c’era un grosso punto interrogativo. Mi aspettavo una novella scritta interamente sotto forma di lettera; nello specifico le lettere scritte negli anni da Sean per la sua Georgia. Be’, non è proprio così. Si alternano ancora una volta i POV di Georgia e Cam, che raccontano della loro famiglia, della loro nuova quotidianità. Ci presentano i loro figli, ormai ragazzi. Sono alle prese con le prime uscite con gli amici, i primi litigi per gelosia e tutto ciò che concerne l’età dell’adolescenza. In tutto questo Georgia, un giorno, decide di andare a curiosare nella famosa scatola in cui ci sono i ricordi di Sean. Il vaso di Pandora viene scoperchiato e i ricordi, che fanno male, cadranno su di lei come pioggia. Leggere le parole di Sean, così dirette, scritte di getto, a cuore aperto, come solo lui sapeva fare la distruggeranno e in parte incrineranno anche l’equilibrio che sembrava ormai consolidato tra lei e Cam. Dubbi, insicurezze, paure torneranno a galla, Cam si sentirà di nuovo minacciato dal fantasma di Maca che, a distanza di anni, non gli dà pace. Georgia, in fondo, aveva scelto l’”altro”, non lui. E se Maca non fosse morto? Se Maca fosse ancora vivo? Di sicuro la coppia Georgia e Cam non esisterebbe. Di sicuro Cam non avrebbe la famiglia e la felicità che ha ora.
Come poteva Cam far parte del disegno se Sean e io ci fossimo sposati e avessimo messo su una famiglia a diciotto anni come avevamo pianificato? Lo avrei avuto nella mia vita? Ci saremmo comunque incontrati, in un modo o nell’altro? Esisterebbero i nostri figli se Sean non fosse morto?
Questo ennesimo capitolo della serie dedicato a Georgia e Cam mi ha fatto storcere il naso perché allungare il brodo non sempre è una cosa positiva. Da fan di Sean, e da una novella con quel titolo, mi aspettavo di trovare qualcosa di inedito su questo personaggio che sin dal primo libro ha sempre ricevuto il trattamento peggiore. Di inedito, però, non c’è assolutamente nulla. Le lettere, poche a dir la verità, di Sean non aggiungono nulla di nuovo a ciò che abbiamo già letto. Il suo amore, vero, puro, incondizionato per Georgia non è mai venuto meno, neanche negli anni di lontananza. Anzi, se possibile, in quel tempo che li ha visti divisi Sean ha ricevuto conferme di cui neanche aveva bisogno. Georgia era la sua aria, la vita senza lei non aveva nessun senso. Il successo, le donne, i fan erano niente senza la sua G. In quelle pagine c’è tutto il dolore e il rammarico di un ragazzo giovane che è stato fagocitato dal successo e dalla fama, che non ha saputo gestire dei meccanismi spietati, e che poi si è pentito di ogni scelta. C’è la devozione che prova per quella donna che ha amato sin da quando erano due bambini, sin da quando sulle loro bocche la parola amore faceva sorridere gli altri. C’è la sofferenza per aver perso un bambino che tanto sognavano di stringere tra le braccia. C’è il loro sogno d’amore infranto, ridotto in pezzi. Troppi cocci per poterli raccogliere e rimettere insieme. E poi c’è la gioia di ritrovarsi, di ricominciare, di amarsi nuovamente alla luce del sole, guardandosi negli occhi.


Georgia continua a essere il personaggio più coerente, per quanto io la trovi spesso insopportabile, dell’intera serie. Anche in questo capitolo si lascerà sopraffare dal dolore, si lascerà andare, dimenticando per un attimo di avere un marito e dei figli. Penserà sempre e solo al suo dolore, si chiuderà in se stessa e escluderà Cam. Esattamente come nei libri precedenti. La differenza, però, che mi ha fatto annoiare ancora di più è stata che ormai sono passati anni ed è quasi inaccettabile che si autocommiseri in questo modo.
A volte le cose brutte accadono senza un motivo. Non è “destino” e non è “il volere di Dio”. È così e basta. La mia vita non è fatta di nuvole soffici come il cotone, polvere di stelle e unicorni che scorreggiano arcobaleni. È fatta di tutte le cose che stanno sotto il cielo dipinto sulle nostre teste. È fatta di foto di famiglia, di baci, abbracci e facce sorridenti, gioia e felicità. È fatta di impronte di mani sui cui palmi abbiamo scritto le parole d’ordine della nostra famiglia…
Ho provato tenerezza per Cam, la sua insicurezza è così genuina e giustificata che mi è dispiaciuto per lui. Lo sappiamo noi, e lo sa anche lui: se Sean non fosse morto in quell’incidente, Tigre non ci sarebbe mai più stato nella vita di Georgia. Cam è stato, è e sarà sempre la “seconda scelta”. Brutto dirlo, sì, ma la morte di Sean ha sancito la sua fortuna. Con Sean in vita per Cam non ci sarebbe mai stata speranza.
Quello che non mi hai mai detto è stato, per me, un NI. Non me la sento di bocciarlo ma neanche di promuoverlo a pieni voti. La serie poteva fare a meno di questa novella e sono certa che sia i fan di Sean che quelli di Cam saranno d’accordo con me. Dalla sua parte ha il fatto di essere breve: riuscirete a leggerlo in un paio d’ore, anche meno. Purtroppo, però, non è stato il modo più felice per chiudere la Carnage series.




CARNAGE SERIES

#1, La nostra storia segreta (recensione)
#2, Io senza te (recensione)
#3, Il diario dei miei errori (recensione)
#3.5, Quello che non mi hai mai detto


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