mercoledì 7 giugno 2017

LA MIA ULTIMA ESTATE, ANNE FREYTAG. Recensione.


TITOLO: La mia ultima estate

AUTORE: Anne Freytag

EDITORE: Leggereditore

PUBBLICAZIONE: 25 maggio 2017 

GENERE: Young adult

PAGINE: 251

PREZZO: € 4,99 ebook; € 14,90 cartaceo
Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno. Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.


Sono sempre stata pronta. Per tutto. Ma non per lui.
Un viaggio nelle emozioni, nelle prime volte, nelle nuove scoperte. Un viaggio che lascerà loro ricordi indelebili, da custodire gelosamente e da portare sempre con sé. Un viaggio, però, troppo breve, perché la vita, si sa, non fa sconti.
Tessa lo sa bene. A soli diciassette anni la sua migliore amica è una malattia terminale che le fa vedere la vita come una clessidra, un estenuante quanto rapido countdown. Per ogni giorno, ora, minuto che passa, il tempo che le resta da vivere diminuisce drasticamente. Prima di tutto ciò, Tessa era una ragazza come le altre che amava organizzare la sua vita, da un giorno all’altro si è ritrovata a organizzare il giorno della sua morte. Ha passato anni aspettando il momento perfetto per innamorarsi del ragazzo perfetto, ha passato anni aspettando di concedersi per la prima volta al suo primo e unico amore. Ha aspettato l’amore, la vita, come si fa di fronte a una giostra quando si aspetta di salire ma intanto si sta fermi ai bordi e si indugia. Ha indugiato tanto, troppo. Adesso il senso di colpa di non aver vissuto a trecentosessanta gradi ogni esperienza la spezza dentro. Pensava di avere tutto il tempo del mondo, che non fosse giusto accelerare i tempi. Ogni cosa al momento giusto. Ogni cosa, per lei, doveva essere perfetta. Oggi, però, di tempo non ce n’è più.
Ogni giorno della sua vita è accompagnato dalla malattia; ogni giorno al suo fianco, a stringerle la mano e come promemoria di ciò che sarà, c’è la morte.
Oskar è piombato nella sua vita imprevisto quasi quanto la malattia. Nel momento in cui Tessa voleva solo vivere gli ultimi momenti che le restavano, convinta ormai di aver perso momenti, prime volte, emozioni, per sempre, ecco che è arrivato lui a sconvolgere ciò che resta della sua vita. Oskar è stato l’ultimo regalo del cielo per lei, l’ultimo barlume di speranza.
Mi aggrappo a lui. Mi lascio trascinare. Quando ti tocca quell’unica persona che ti fa vibrare, il mondo si ferma. Le gambe continuano a correre e i tuoi polmoni respirano, anche se non ce la fai più, e tutto ciò che senti è quel tocco. Pelle su pelle, come un sussurrare tra corpi.
Insieme decideranno di vivere l’ultima estate di Tessa in un viaggio improvvisato on the road, da soli. Un viaggio per imparare a conoscersi, per visitare l’Italia e concedersi tutte le prime volte che la ragazza ha sempre sognato.
La mia ultima estate mi ha conquistato all’istante: il titolo evocativo, la trama perfettamente in linea con i libri che tanto mi piace leggere. Qualcuno dice che sono masochista, perché cercare un po’ di sofferenza e lacrime in ogni libro non è proprio normale. Be’… sì, probabilmente è vero. Mi piacciono i libri emozionanti, quelli che lasciano un segno indelebile sulla pelle, che non si dimenticano nel tempo, che hanno qualcosa di positivo da insegnare, anche se lo fanno attraverso lacrime e un pugno allo stomaco. Il romanzo di Anne Freytag racchiude un po’ tutte queste cose. 


È un romanzo forte, che racconta in maniera delicata ma significativa di ciò a cui nessuno di noi vorrebbe mai pensare, di ciò che ci fa più paura di tutto e tutti in assoluto: la malattia, la morte. È devastante leggere di una ragazza così giovane, che pensa di avere tutta la vita davanti per vivere tutte le tappe al momento giusto senza affrettare i tempi, impegnata a contare quanti giorni le restano ancora. È una dura realtà in cui non vorremmo mai incappare, qualcosa che speriamo e pensiamo sempre possa essere lontano da noi, dalle persone che amiamo, e da chi ci circonda. E va da sé che un racconto del genere lasci il segno in ognuno di noi. Che possa piacervi o meno questa storia, che possiate amare o odiare Tessa e Oskar, La mia ultima estate lascerà un segno in voi.
È tempo. Per te e me. Per la prima volta da anni so di nuovo perché non lo si deve sprecare. Perché è prezioso. Perché l’orologio corre. Il tuo, purtroppo, più veloce del mio. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e voglio passare quanto più possibile del mio con te. Dirai che questo renderà tutto più pesante, e questo è vero, ma non si può non vivere solo perché alla fine si deve andare. Forse davvero abbiamo solo settimane, forse non sono nemmeno più mesi, ma abbiamo il presente.
Quando si pensa alla morte, soprattutto in riferimento a una diciassettenne, si pensa automaticamente a qualcosa di negativo, ma la verità è che questo romanzo contiene tanti messaggi positivi che disarmano il lettore. Innanzitutto, ci insegna a vivere ogni istante come se fosse l’ultimo. Frase fatta sì, ma cosa c’è di più terribilmente vero? Oggi ci siamo, pensiamo di avere il mondo tra le mani, facciamo progetti a breve e a lungo termine… ma domani? Chi ci dà la certezza che avremo un domani? Tessa, da sempre, ha programmato la sua intera esistenza. Ha pensato a ogni cosa, ha progettato, ha sognato, ha programmato, ha idealizzato. Forse, così, vivendo poco. Ha vissuto proiettata nel futuro, godendo poco il presente. La vita, all’improvviso, le ha chiesto di vivere il presente, la sua unica certezza. E a Tessa è spettato il compito di rimboccarsi le maniche, di non commiserarsi ma di provare, in una sola estate, a racchiudere tutti i suoi sogni e i suoi desideri. Per la prima volta nella sua vita, Tessa l’ha fatto. Proprio lei che pensava di non saperlo fare, che era convinta di non poterci riuscire. Il viaggio con Oskar le insegnerà tanto, più di ogni altra cosa le insegnerà che l’amore è tutto, e anche se la morte è dietro l’angolo, è valsa la pena vivere. Vale sempre la pena vivere, ma dopo aver provato sulla sua pelle e nel suo cuore l’emozione dell’amore, ne è valsa ancor di più la pena. Ora può andarsene, può farlo con la pace e la serenità di chi sa di essere stato felice, di aver amato, di essersi innamorato per la prima volta, di aver fatto per la prima volta l’amore donando il pezzo più prezioso di sé all’altra persona.
Oskar è stato un miracolo, non ho potuto fare a meno di pensarlo per ogni pagina letta. Ringraziavo il Signore, insieme a Tessa, per il regalo che le ha fatto. Il suo amore per lei è così puro da lasciare spiazzati. È un amore senza secondi fini, senza pregiudizi, senza paure, così forte e coraggioso da sfidare tutto e tutti, anche la morte. Oskar è un ragazzo giovane, esattamente come Tessa, eppure sfida la morte. Si prende, lottando con le unghie e con i denti, il tempo che desidera con Tessa, facendole dimenticare per un po’ dell’ombra nera che aleggia sempre nei suoi pensieri.
Quando i due ragazzi cominciano il viaggio on the road, comincerete a sognare. Momenti di dolcezza si uniranno a momenti così delicati e pieni di insicurezza e dubbi da parte di entrambi da stringervi il cuore. Mi sono ritrovata più volte a pregare per loro, come fossero tangibili, persone più che personaggi. Speravo ci fosse un futuro per loro, che avessero ancora tanto da vivere insieme.
Se tutto il percorso fatto con loro è stato dolce, straziante e caratterizzato dalle mie preghiere, i capitoli che hanno preceduto il finale sono stati amari. Hanno reso ancora più difficile scrivere questa recensione, lasciandomi un vuoto allo stomaco impossibile da ignorare. E i messaggi positivi di cui vi parlavo prima, sono ritornati più potenti che mai aprendo così nuovi spunti di riflessione su temi quali l’amore, la vita, gli affetti, la famiglia.
Se non si fosse ancora capito, vi consiglio e stra-consiglio questo romanzo, sottolineandovi ancora una volta che si tratta di una storia impegnativa, impossibile da prendere alla leggera, che resta dentro a lungo e lascia spiazzati. Per me ne è valsa la pena.






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