martedì 6 giugno 2017

IN THE LINE OF DUTY, MYA McKENZIE. Recensione in anteprima.


TITOLO: In the line of duty


AUTORE: Mya McKenzie

SERIE: Redemption #3

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 6 giugno 2017 

GENERE: Romantic suspense

PAGINE: 252


PREZZO: € 1,99 ebook; € 9,98 cartaceo

La vita non è stata generosa con Jack Wade.
Costretto a contare soltanto sulle proprie forze per sopravvivere alla strada, è cresciuto senza affetti, senza una guida, senza sapere cosa significasse amare.
La prima volta che ha aperto il proprio cuore a qualcuno si è ritrovato spiazzato, ferito, di nuovo solo. Ma, invece di piangersi addosso, ha imparato dai propri errori, ha tentato di riallacciare rapporti, ha provato a riscattarsi da tutti gli sbagli commessi. 

Però la vita è una gran bastarda, a volte.
E la sua non gli ha di certo teso la mano, non gli ha reso le cose più semplici. Al contrario, l’ha portato a incrociare la strada di una potente organizzazione criminale, a scontrarsi con una famiglia spietata che l’ha privato degli affetti più cari.
Ma Jack non ha mollato. Ha combattuto con tutte le forze per riconquistare e proteggere l'unica persona che abbia dato un senso alla sua esistenza. 

Ma la vita è ingiusta e non fa sconti, tantomeno la sua.
Ancora una volta l'ha messo di fronte a un ostacolo immenso, smisurato, il più difficile che abbia mai dovuto affrontare.


Perciò ora Jack si trova a un bivio: può piegarsi a quella sorte avversa che sembra essersi accanita contro di lui o tentare di pareggiare i conti con coloro che l’hanno messo in ginocchio e prendersi quella rivincita che insegue fin dall’istante in cui è venuto al mondo.

ATTENZIONE: LA RECENSIONE PUÓ CONTENERE SPOILER SUI PRECEDENTI VOLUMI DELLA TRILOGIA

Eccoci, ragazze. Siamo alla resa dei conti, al capitolo conclusivo della storia di Jack Wade, personaggio che ho tanto amato e che mi ha incuriosito dal primo momento. La sua vita finora è stata una corsa continua sulle montagne russe, un’emozione forte dopo l’altra, un evento catastrofico dopo l’altro. Mai una pausa, mai niente di prevedibile o scontato. Questo terzo volume, però, è in assoluto il migliore sotto tutti i punti di vista. Azione, romance e suspense si intrecceranno dando vita a una lettura adrenalinica, una sfida all’ultimo sangue, in cui Jake è disposto a rischiare il tutto per tutto per chi ama.
In the line of duty si apre con il nostro bel protagonista preda dei sensi di colpa e dei ricordi. Ha perso tutto, la donna che ha capito troppo tardi di amare davvero non c’è più, ed è solo colpa sua. La donna di cui si era infatuato è altrove, con un altro uomo, e il suo tradimento brucia ancora sulla pelle di Jack. Ha perso ogni componente della sua famiglia e sta lentamente perdendo ogni componente della sua squadra. Il nemico è più spietato che mai, più intenzionato a mietere vittime che mai. Uomini di fiducia, coraggiosi e leali stanno perdendo la vita come pedine, come inutili pedine, e lui non può fare niente per salvarli. Poi, in un giorno che sembrava uguale agli altri, nella sua vita irrompe Nathalie. Bella, giovane, ingenua. E tanto basta a Jack per rimettersi in ballo, per concedersi di provare di nuovo un po’ di felicità. Tra momenti in cui si lascerà andare e momenti in cui il passato sarà troppo ingombrante per essere messo da parte, ecco che la ragazza acquisterà un ruolo importante non solo per lui e per il suo cuore, ma anche per l’indagine.
Sarò sincera, l’arrivo di Nathalie è stato come una ventata d’aria fresca, un sorso d’acqua in un deserto desolato, ciò di cui la storia aveva bisogno. Dopo un inizio un po’ lento, le cose si sono movimentate (eccome!), e dal 40% non hanno più subito battute d’arresto. La parte centrale del romanzo è ciò che ho preferito. Avevo bisogno di azione, di rivedere Jack combattivo; ma, soprattutto, avevo bisogno di rivedere tutto messo in discussione. La suspense è di sicuro l’elemento preponderante di questo terzo volume: non mancherà mai. Combattimenti corpo a corpo, imboscate, pericoli a vista, tradimenti, spie… non c’è da annoiarsi. L’autrice ha saputo orchestrare il tutto senza compiere passi falsi, senza rendere il tutto troppo romanzato, tenendo il lettore con il fiato sospeso e non dandogli mai la possibilità di prevedere ciò che sarà.
Personaggi vecchi e personaggi nuovi giocheranno la loro partita, si muoveranno per ostacolare o per aiutare il protagonista in questa folle corsa contro il tempo e contro chi vuole abbatterlo una volta per tutte.
Vi state chiedendo cosa che ruolo giochi l’amore in tutto ciò? In In the line of duty l’amore è, semplicemente, il motore di tutto. Jack si muove per amore, combatte per amore, rischia per amore, ritorna a vivere per amore. Il desiderio di fare giustizia, di vendicare le perdite che ha subito e quello di proteggere chi è ancora in vita, lo rimetteranno al mondo. Lascerà l’apatia e la voglia di scappare lontano a casa, capirà qual è realmente il suo posto e si renderà conto che questa è la sua partita, solo sua e di nessun altro. Così deciderà di giocarla da solo, buttandosi in imprese eroiche dalla riuscita impossibile, senza riserva alcuna, lasciando la razionalità a casa. Ammaccato, ferito, dolorante, eppure sempre pronto a rialzarsi. Un bel colpo di scena sarà dietro l’angolo, arriverà inaspettato e vi farà provare gli stessi stati d'animo di Jack.



L’amore che ancora prova per Aida, la donna che gli ha inferto il colpo basso peggiore della storia, l’affetto che prova per Nathalie, che per lui è disposta a tutto, e ciò che ancora lo lega e sempre lo legherà a Gwen saranno i capisaldi delle sue mosse.
Ogni cosa che farà sarà per Gwen, per lei rischierà la vita nel vero senso della parola, si butterà nel fuoco. Dimenticate il Jack del primo libro, quello che lasciava la sua donna a casa ad aspettarlo e si divertiva in altri letti. Di quella superficialità, o forse dovrei dire di quella cecità, non c’è più niente. Ciò che adesso Jack sa di provare per lei è qualcosa di vero, forte, eterno. L’amerà per sempre, vivrà per sempre pensando a lei, a ciò che le ha tolto, a ciò che le ha fatto.
Dopo avergli tolto tanto, la vita deciderà di dargli la seconda occasione che merita. Una nuova vita arriverà nel bel mezzo del dolore e della carneficina, germoglierà in un terreno arido, laddove sembrava impossibile potesse esserci qualcosa di così bello.
Il primo volume della trilogia mi aveva reso vittima di questo bel personaggio, impossibile resistere al fascino di Jack Wade! Il secondo volume mi aveva lasciato un po’ perplessa, c’erano stati alcuni passaggi che non mi avevano convinta del tutto. Il terzo volume mi ha fatto capitolare, nonostante ci sia stato un personaggio che ho capito poco e che mi è sembrato a tratti incoerente ed è riuscito a disorientarmi.
Ho smesso di credere nei sogni, nella giustizia, persino negli altri. Ho imparato che la vita è una tormenta che spazza via tutti i tuoi progetti, che fa crollare le assi su cui cammini, che ti costringe a cadere e non sempre ti concede il tempo per rimetterti in piedi e ricominciare.
Jack, invece, stavolta si merita un bel 10+. Unico artefice del suo destino e della sua fortuna, si riprenderà tutto ciò che ha perso, si rimboccherà le maniche e tanto è bastato a farmi finire di nuovo sotto il suo incantesimo. È il perfetto personaggio-eroe per un romanzo ricco di azione e suspense come questo. Aida non mi è mai stata simpatica, su di lei ho avuto sempre delle riserve e nonostante in questo romanzo potesse esserci il suo riscatto, be’… con me non ha funzionato. Ma, si sa, non perdono facilmente. Nathalie è stata, dopo Jack, il mio personaggio preferito. Una ragazza sveglia, in gamba, temeraria. Ho amato la svolta che ha dato all’intera storia e quella data alla vita di Jack. Senza di lei nulla sarebbe stato lo stesso. È stata, a suo modo, una grande protagonista.
Siamo consapevoli dei nostri desideri, sappiamo ciò che sta per accadere, ne abbiamo appena accettato le conseguenze.
Il finale è stato più che soddisfacente, ha saputo coccolare quella parte di me che cerca un pizzico di romanticismo e lieto fine in ogni storia che legge. Non avrei potuto desiderare di meglio. La cosa più bella è stata l’imprevedibilità. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, non avevo alcuna certezza. Impossibile fare previsioni, immaginare un finale. Potevo solo leggere più velocemente possibile, bere ogni dettaglio avida più che mai di informazioni e godere di ciò che Mya McKenzie ha messo in piedi.  
Ottimo lavoro, Mya!





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