mercoledì 16 novembre 2016

READING OVERSEAS: TOO LATE, C. HOOVER.

SAMUELA INAUGURA OGGI LA SUA NUOVA RUBRICA: READING OVERSEAS. 


Di che cosa si tratta? Bella domanda! 

Sono regali che la nostra Samuela farà a chi non mastica bene l'inglese: presentazioni delle uscite straniere più ghiotte, delle autrici tanto amate, e piccoli GATEAU che arricchiranno ogni articolo.

 Per questo primo appuntamento ha deciso di fiondarsi sul nuovo romanzo della HOOVER, TOO LATE: non poteva esserci un inizio migliore.

Buona lettura!



TITOLO: Too Late

AUTORE: C. Hoover

EDITORE: HOOVER INK

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 192

PUBBLICAZIONE: 15 novembre 2016 

Sloan è disposta ad attraversare l’inferno e tornare indietro per coloro che ama.
E lo fa, ogni singolo giorno.
Dopo essersi ritrovata incastrata in una relazione con il pericoloso e moralmente corrotto Asa Jackson, Sloan farà tutto il necessario per andare avanti, fino a quando non sarà in grado di trovare una via d’uscita. lei è in grado di trovare una via d'uscita.
Niente potrà intralciare la sua strada.
Nulla, tranne Carter.

Sloan è la cosa migliore che potesse mai accadere ad Asa. E se chiedete a Asa, lui risponde, che lui è la cosa migliore che sia capitata a Sloan. Nonostante Sloan sia contraria al suo stile di vita pericoloso, fa esattamente quello che deve fare, per essere sempre un passo avanti nei suoi affari. In più, fa esattamente quello che deve fare per essere sempre un passo avanti rispetto a Sloan.
Niente potrà intralciare la sua strada.
Nulla, tranne Carter.


Dall’Autrice bestseller del New York Times, Collen Hoover, scritto con il nome di  C. Hoover, Too Late è un libro originariamente apparso a puntate su Wattpad, come un progetto extra. IL titolo è lo stesso, ma rispetto alla precedente edizione è stato leggermente modificato e formattato il testo appositamente per Kindle. Si fa presente che il contenuto di questo romanzo è più crudo rispetto agli altri libri scritti da quest’autrice, da qui la distinzione nel nome. Questo libro è consigliato a lettori adulti, (18+) a causa dei contenuti estremamente crudi.

Attenzione: Per i lettori più sensibili, questo romanzo contiene scene di stupro, omicidi, abusi fisici e psicologici, disturbi psichici..etc 


Dita calde che si intrecciano alle mie, premendo le mie mani più a fondo nel materasso. Le mie palpebre sono troppo pesanti per aprirsi, a causa della mancanza di sonno che ho avuto questa settimana. La mancanza di sonno che ho avuto per tutto il mese in realtà. Dannazione, per tutto un dannato anno. Gemo e tento di premere insieme le gambe, ma non  posso. C’è pressione ovunque. Sul mio petto, contro la guancia, tra le gambe. Mi ci sono voluti pochi secondi  per  uscire dal mio stato di sonnolenza, ma sono abbastanza sveglia da sapere cosa sta facendo.
"Asa," mormoro, irrritata. 
"Lasciami stare." 
Lui spinge il suo peso contro di me in modo ripetitivo, gemendo contro il mio orecchio e strofinando la sua barbetta nella mia guancia. 
"Ho quasi finito, babe," respirando contro il mio collo.
Provo a tirare fuori le mani da sotto la sua, ma le stringe più forte, ricordandomi che non sono niente di più che una prigioniera nel mio letto, e che lui è il custode della camera da letto. Asa ha sempre trovato il modo di farmi  sentire come se il mio corpo fosse a sua complete disposizione.  Non è mai cattivo o violento; è solo esigente e io lo trovo davvero fastidioso.
Come in questo momento.
Alle maledette sei del mattino.
Posso immaginare l’ora, dalla luce del sole che si affaccia dalla fessura sotto la porta, e il fatto che Asa sta venendo a letto solo adesso, dopo il party di ieri sera. Io invece, devo essere in classe tra meno di due ore. Questo non è il modo in cui avrei scelto di essere svegliata, dopo appena tre ore di sonno.
Avvolgo le gambe intorno ai suoi fianchi e mi auguro che creda che mi piaccia. Quando mi mostro  un pò interessata, lui vuole togliersi il pensiero più velocemente.
Tocca col palmo il mio seno destro e ho lasciato venir fuori il gemito previsto, non appena ha iniziato a tremare. “ Cazzo,” geme, seppellendo il viso tra i miei capelli, dondolando lentamente contro me. Dopo alcuni secondi, crolla sopra di me e sospira pesantemente, poi bacia la mia guancia e rotola sul suo lato del letto. Si alza e toglie il preservativo e lo getta nel cestino, poi afferra la bottiglia d’acqua dal comodino. Porta la bottiglia alle labbra, e con lo sguardo percorre la mia carne esposta. Le sue labbra si tirano in un sorrisetto pigro. “ Mi piace che io sono l’unico che sia mai stato dentro di te.”
Se ne sta nudo tranquillamente accanto al letto, ingoiando ciò che resta dell’acqua. E’ difficile accettare complimenti, quando vengono fatti da qualcuno che si riferisce al tuo corpo come a “ questo.”
Nonostante  il suo bell’aspetto , ha I suoi difetti. In realtà, il suo aspetto  può essere l’unica cosa di lui in cui non  trovi colpa. E’ arrogante, irascibile, difficile da gestire a volte. Ma mi ama. Mi ama da impazzire.  E mentirei se dicessi che non lo amo anche io.  Ci sono tante cose che cambierei di lui se potessi, ma in questo momento, lui è tutto quello che ho, quindi va bene così.  Mi ha portato in casa sua quando non avevo nessun altro posto in cui andare. Nessuno altro a cui rivolgermi. Per questo motivo, lo sopporto. Non ho altra scelta.
Si porta la mano alla bocca e la pulisce, poi getta la bottiglia vuota nel cestino. Si passa la mano tra i folti capelli marroni e mi strizza l’occhio, dopo si rimette a letto , si poggia baciandomi dolcemente sulle labbra.. "Buonanotte, piccola," dice, mentre si rotola sulla schiena.
" Vuoi dire buon giorno,"  dico, mentre a malincuore mi tiro fuori dal letto. La mia maglietta è ammucchiata intorno ai fianchi, così la tiro giù e afferro dei pantaloni  e un’altra camicetta. Oltrepasso il corridoio verso la doccia, sollevata dal fatto che uno dei nostri innumerevoli coinquilini, non stia occupando l’unico bagno del piano superiore.
Controllo l’ora sul mio cellulare e rabbrividisco quando mi rendo conto che non avrò nemmeno il tempo per fermarmi per il caffè. E’ la prima lezione del semestre e ho già pianificato di usarla per recuperare il sonno. Non è incoraggiante.
E’ impossibile che possa andare avanti così. Asa non va mai regolarmente, ma passa sempre con ottimi voti. Sto lottando per tenermi lontano dai problemi, e non ho perso nemmeno un giorno lo scorso semestre. Beh, fisicamente, in ogni modo. Sfortunatamente, viviamo con molte altre persone, non c’è mai un momento tranquillo a casa. Mi  sorprendo ad addormentarmi in classe, il più delle volte. E’l’unico momento in cui ho pace e tranquillità. Le feste sembrano andare avanti giorno e notte, a prescindere da chi ha lezione il giorno dopo. I fine settimana non  hanno alcuna incidenza sui giorni della settimana, e l’affitto non incide su chi vive qui.
Per metà del tempo, non so nemmeno chi vive qui. Asa possiede la casa, ma adora stare in mezzo alla gente, così gli piace il continuo via vai, aperto a tutti. Se avessi i mezzi, avrei un posto mio in un baleno. Ma non li ho. Questo significa un altro anno di puro inferno prima che mi laurei.
Ancora un altro anno, prima di essere libera.
Tiro la maglietta sopra la testa e la lascio cadere sul pavimento, poi tiro la tenda della doccia. Appena afferro l’erogatore urlo a squarciagola. Svenuto nella doccia, completamente vestito, c’è il nostro nuovo coinquilino a tempo pieno, Dalton.
L’idiota si sveglia e  sbatte la fronte sul rubinetto sopra la sua testa, urlando a sua volta al mio grido. Mi abbasso e afferro la mia maglietta mentre la porta si spalanca e Asa si precipita dentro.
"Sloan, stai bene?" dice affannosamente, girandomi intorno per controllare che non fossi ferita. Annuisco e indico verso la vasca. “Non sto bene," Dalton geme, toccandosi  la fronte appena ferita.  Si alza in piedi e cerca di strisciare fuori dalla vasca. Asa guarda, verso il mio corpo nudo coperto solo dalla maglietta sulle mie mani, poi guarda di nuovo Dalton. Ho paura che possa farsi un’idea sbagliata, così inizio a spiegare, ma lui mi interrompe con una  inaspettata e forte risata. “ Sei stata tu a farglielo?" dice, indicando la testa di Dalton, continuando a ridere.
Scuoto la testa. "ha colpito la testa sul rubinetto quando ho urlato."
Asa ride ancora più forte e allunga una mano verso Dalton, poi lo tira fuori dalla vasca. " Andiamo amico, hai bisogno di una birra. La cura per i postumi della sbornia." Spinge Dalton fuori dal bagno e lo segue, chiudendo la porta quando se ne va.
Sono paralizzata, stringendo ancora la mia maglietta sul petto. La cosa triste è che questa è la terza volta che è successo. Un idiota diverso ogni volta, svenuto nella vasca. Faccio un appunto mentale di controllare la vasca, da adesso in poi prima di spogliarmi.





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