martedì 18 ottobre 2016

KATEE SAM. IL PRIMO INCONTRO, JODI ELLEN MALPAS. Extra.

GLI ANGELI VI REGALANO LA TRADUZIONE DELL' ESTRATTO SPIN OFF DI THIS MAN POSTATO IERI DA JODI ELLEN MALPAS SUL PROPRIO BLOG. UN REGALO AI PROPRI LETTORI CHE CI PERMETTE DI RIVIVERE PER UN ATTIMO LE ATMOSFERE DEL NOSTRO LORD DEL MANIERO. ECCO A VOI IL PRIMO INFUOCATO INCONTRO TRA SAM E KATE.





Guardo la mia amica ubriaca guidata fuori dal bar da Jesse e sorrido da un orecchio all’altro.

'Cosa stai sogghignando eh?'

Il mio sorriso si allarga e mi rivolgo al viso carino del compagno di Jesse,  trovandolo che mi guarda da sopra la sua bottiglia di birra. I suoi capelli castani sono una massa di onde sulla sua  adorabile testa e le maniche corte della sua t-shirt sono tese sui bicipiti invidiabili. La mia lingua lascia la bocca involontariamente e dipinge una pista bagnata sul mio labbro inferiore mentre immagino di fare proprio questo.  Leccarlo. Ovunque. ‘Una ragazza non può solo... sorridere?'



Le sue labbra si curvano intorno alla bocca della sua bottiglia, scatenando quella cazzo di fossetta. Non sopporto quella fossetta.  Mi disarma in un istante e crea brividi tra le mie cosce che mi dicono più di quanto io sono disposta a riconoscere. 'Tu non stai sorridente, Kate. Stavi sghignazzando. C'è differenza '.

'E che cosa è questo?' Chiedo  in modo impertinente  portando il mio bicchiere alle labbra con nonchalance, come se non potesse importarmene di meno se risponde o no. Con sommo fastidio, mi interessa. Con sommo fastidio, voglio che continui a parlare con quel timbro sexy e legnoso. Con sommo fastidio ... Voglio che mi parli con quel tono, mentre siamo nel mio letto.  In qualsiasi letto. O contro un muro. Qualsiasi muro.

Si muove avvicinandosi, appoggiando il gomito sul bancone del bar, arrivando troppo vicino al mio spazio personale.  Ma l'intrigo si mescola con un po ' di lussuria con l’ordine di allontanarsi. Mi ha tenuta in posizione con gli occhi scintillanti e un sorriso salace – arricciato dalle fossette. 'Un sorriso suggerisce felicità.' Mi sussurra in faccia, sporgendosi in avanti e bruciando il mio braccio nudo con la punta di un dito. I pensieri su ciò che Samuel Kelt potrebbe fare con quel dito fanno contorcere il mio stomaco. 'E' piacevole da vedere e piacevole da ascoltare . '

'È così?' Sono ancora presuntuosa nella voce, ma il mio corpo sta tremando nervoso. Nervoso per come potrebbe ridurmi, data la possibilità.

'E' così ', ha confermato con sicurezza', ma un sorriso ... 'il dito disegna una linea di rovente lungo il braccio fino alla mia mano. Mi sono irrigidita e subito mi sono sgridata per la mia debolezza. 'Un sorriso suggerisce pensieri malvagi e suscita un cazzo palpitante. In me.'



Accidenti a lui! Ansimo, facendolo sorridere di nuovo. Il suo sorriso è sicuramente malvagio e non ho un cazzo, ma tutto il resto è palpitante. E lui lo sa. Bastardo. 'Allora ti suggerisco di andare a casa e porvi rimedio.'

La sua bottiglia è posta ordinatamente sul tavolo, la fa girare un po 'come se  riflettesse su qualcosa. Poi i suoi occhi si sollevano e la terra sotto i miei piedi trema con un potente scoppio. Oh cazzo. Posso sentire il mio coraggio risucchiato fuori di me. Nessun uomo mi ha mai ridotto a una femmina debole. Nessun uomo mi ha mai fatto venire voglia di chiedere. Fino ad ora. Mi sforzo di rimanere in posizione quando azzera  la distanza, mettendo le sue labbra così vicine da poterle leccare. 'Sappiamo entrambi che sarai tu a rimediare al mio piccolo problema.' La sua mano si chiude sulla mia e la posa piatta sul suo inguine. E’solido. E pulsa. 

I miei occhi si allargano, lui sogghigna con quel ghigno malvagio, e maledico il mio culo di solito indifferente a quell’inferno.  Ho proprio bisogno di porre rimedio al suo piccolo problema, ma sono così confusa che neanche io davvero so cosa fare. Un po’ di azione sotto le lenzuola e il gioco sarà finito per me. Tempo scaduto. Basta. Non sono più merce interessante. Fastidiosamente, e davvero in modo strano, mi mancherà quel sorriso sfacciato se non dovessi più vederlo. Voglio che duri ancora, non voglio  tuffarmi  nel letto con lui e lasciare che sia così, perché sicuramente lo sarà. 'Niente da fare,' strappo la mano dal suo inguine e faccio un passo indietro, facendo il mio piccolo sorriso. Spero che sia malvagio come il suo, e spero che faccia esplodere il suo cazzo nei suoi jeans.

La mia insolenza viene meno quando si rifiuta di farmi fuggire, si muove di nuovo , curvandosi verso di me. 'Senti, Rossa. Ho intenzione di scoparti stasera e mi implorerai per averne di più '.

Trovo la mia insolenza perduta e mi faccio beffe della sua faccia, e le sopracciglia saltano per la sorpresa. Mi fa prendere fuoco, e metto  la mia faccia proprio vicino alla sua. 'Senti, stronzetto, non mi chiamo Rossa. E non ho mai pregato. 'E' impensabile. Non ho nemmeno mai dato una replica, soprattutto perché spavento la maggior parte degli uomini che fuggono  per la mia incessante necessità di tenere in mano la situazione- soprattutto a letto. So quello che voglio e se non me lo danno, allora io non esitano dirglielo.




Non è un gran bene per l'ego di un uomo, me ne rendo conto perchè questo porco arrogante ha un ego enorme. Eppure sta ancora sorridendo. E 'inquietante. 'Mai,' rinforzo mia promessa tirando su il mento per sfidarlo, ma non sono sicura se sto cercando di convincere me stessa , o l'uomo fastidiosamente seducente davanti a me. Non ho mai voluto un uomo così tanto, e questa è una confessione silenziosa a me stesso che non condividerò mai, soprattutto non con lui. 


'Donna,' mi respira in faccia, 'ti rimangerai quelle parole, una volta che avrò finito con te.' Non mi dà la possibilità di deriderlo ulteriormente. Piomba con la sua bocca sulla mia e letteralmente mangia le mie parole dentro di sè. Sto implorando in silenzio. 'Da te o da me?' 


‘Da me.' 


La corsa in taxi è tortuosa. Tiene a freno le sue mani e o contraggo le mie sui miei fianchi, il mio corpo vibra. Il taxi si ferma davanti casa mia, lui sta lanciando una banconota al conducente e poi mi trascina lungo il sentiero del giardino, mentre sto armeggiando con la mia borsa per trovare le chiavi. Cerco di girare la chiave nella serratura, mentre le sue labbra sono bloccate sul mio collo, succhiano e mordono, è un compito quasi impossibile. Mi arrendo e mi giro, il mio desiderio attraversa la linea dal bisogno alla disperazione. Se non sto attenta il prossimo passo sarà imploralo. Lui individua veloce la mia bocca, immergendo la sua lingua con urgenza, le sue mani su tutto il corpo con frenesia. Sto gemendo. Sta gemendo. Lascio cadere la borsa e gli afferro il bicipite, scavando le unghie nella carne dura. 'Apri la porta cazzo prima che ti fotta in strada', romba, pressandomi con i suoi fianchi. 


'Chiavi,' dentro pantaloni. 'Porta.'


La sua mano si avvicina al lato della testa e prende le mie chiavi che pendono dalla serratura dove le ho abbandonate. Ho sentito lo spostamento meccanico e siamo caduti attraverso la porta d'ingresso in un groviglio di membra agitate e lingue implacabili. Cazzo, ha un sapore delizioso. La mia freddezza è fallita, questa irritante simpatica canaglia è la causa, e non ho alcuna intenzione di tornare come prima. Il muro è alle mie spalle, Sam mi stringe contro di sé, la sua durezza rimane contenuta a stento, ma già fa ogni sorta di cose peccaminose alla mia mente e al mio corpo. Sono del tutto consumata. 


Mette fine al nostro bacio e mi alita in faccia, un accenno di lieve cipiglio guizza, facendosi strada sulla sua fronte. 'So già che lo faremo di nuovo, quindi preparati a mendicare.' 


'Te l'ho già detto. Io non imploro. 'Perchè sto scegliendo di pungolarlo lui è un mistero. Sono pronto a chiederlo proprio qui, in questo momento, e non siamo ancora nemmeno nudi. Ma poi fa un passo indietro e prende l'orlo della sua t-shirt, un luccichio d'intesa negli occhi mentre sguscia fuori. Sono senza fiato mentre i miei occhi deliziati vagano tra le pianure del suo petto. Cazzo, la perfezione si vergognerebbe. 


'Come quello che vedi?' Sta sorridendo. Sarei stupida a fingere casualità adesso. Non sono un cazzo di cieco. 


'Va tutto bene.' Mi stringo nelle spalle. Non riesco proprio a farne a meno. Sono incredibilmente stupido.


Lui in realtà ride di me, mentre si toglie i jeans, calciandoli di lato, e poi i boxer. Quasi soffoco. 'E adesso?'


Tossisco tutte le mie parole. 'Sì, ​​potrebbe funzionare.'


La sua risata continua mentre inizio nervosamente a sudare. In tutti questi anni, non sono mai stata davanti a un tale esemplare di sesso maschile fatto con così tanta precisione. Mi eccita e mi spaventa allo stesso tempo. Ogni elemento di questo ragazzo urla piacere. 'Togli i vestiti, Kate.' Non sta ridendo ora. Il suo comando è tagliente e duro. So di essere nella posizione di poter rifiutare, e più preoccupante, io non voglio. Ma ho bisogno di riprendermi, guadagnare un po 'della mia spavalderia. Lui mia ha spogliato di questo e ne ho bisogno, specialmente se devo affrontare quest’ uomo. 


Mi giro e mi precipito per le scale. Devo usare il bagno.' Gli dico, sentendo il battito dei suoi piedi nudi nell’ istante in cui si lancia all'inseguimento. 


'Hey!' 


Il mio ritmo accelera e sto sbattendo la porta del bagno in preda al panico, ma intravedo uno sguardo incredulo sulla sua faccia esasperante e adorabile. Chiudo la serratura e la mia schiena cade contro la porta, il mio corpo ansante per lo sforzo e il disagio. La sensazione mi è alieno, e non mi piace per niente. 


'Aprire questa cazzo di porta, donna!' 


'Sarò da te tra due minuti,' mi stacca e osservo la mia immagine agitata allo specchio. I miei nervi sono scritti a chiare lettere sul mio volto. 'Stupida,' mormoro, lavando le mie guance, come se potessi cancellare le prove. È inutile. Non è solo la mia faccia a tradirmi. Sto tremando sui miei tacchi, i miei occhi sono pieni di lussuria e miei capezzoli sono dolorosamente contratti, e sporgono spudoratamente attraverso il materiale del mio vestito. 'Cogliona, cogliona, cogliona!' 


'Due minuti', dice. 'Poi butto giù questa porta.' 


Getto gli occhi verso quella voce persistente e calma e concludo molto rapidamente che è al cento per cento serio. Il mio tempo stringe, quindi dirigo tutta la mia energia per stabilire alcuni respiri decenti e per raffreddare mia faccia surriscaldata. 


'Un minuto', mi informa, attirando i miei occhi verso la porta in preda al panico, scordandomi completamente ciò che ho raggiunto negli ultimi sessanta secondi - che non era molto. 'Trenta secondi,' 


'Va bene!', la mia faccia arrossata, ma ora per l'irritazione piuttosto che per la sconfortante lussuria. Strattono il mio vestito, mi rincuoro pensando che se anche passassi un anno in questo bagno non mi aiuterebbe a risolvere nulla, per non parlare di altri trenta secondi, e spalanco la porta con un tono graffiante. 


Lui non è lì. Mi acciglio e ficco la testa fuori dalla porta, guardando giù per il corridoio, e vedo la sua schiena nuda scomparire in una stanza. La camera da letto di Ava. 'Hey, esci da lì!' Mi affretto a scendere giù nella stanza di Ava sentendolo ridacchiando tra sé, e trovandolo che rovista nel suo cassetto. 'Sam!' 


Si gira, sorridendo, e tiene addirittura un paio di mutandine di pizzo. 'Mi piacciono', dice, roteandoli sulla punta del dito, la sua nudità mi da le vertigini. E ' dura e punta dritto verso di me. Non ha alcuna vergogna. 


Lo raggiungo accigliata, strappando le mutande di pizzo dal suo dito. 'Sono di Ava di, idiota! Questa è la sua stanza! 'Punto un dito verso la porta. 'Su!' 


Lui ridacchia e si dirige verso la porta, il suo culo perfetto e alto si flette, mentre vaga casualmente fuori. Il mio cipiglio si approfondisce, ma poi si trasforma in curiosità quando la sua mano raggiunge il mio lato mentre passa la soglia della porta e raccoglie qualcosa dall’ armadio di Ava. Una sciarpa. Getta uno sguardo malizioso sopra la spalla, mi incita. Non verrà deluso. Esco dopo di lui, vedendo la lunga scia della sciarpa che si trascina sul pavimento dietro di lui, e proprio quando la sto raggiungendo per afferrarla, la oscilla attorno a me e getta la sciarpa sopra la mia testa in modo che circondi il mio collo, utilizzando le due estremità come leva per tirarmi verso il suo corpo. 


Ansimo, i palmi delle mani volano fino al suo petto nudo, per evitare che la mia fronte sbattere contro di lui. Il calore del suo petto brucia deliziosamente i miei palmi, facendomi sussultare e tirarle via. Tira il foulard stretto, rendendo impossibile mantenere una distanza di sicurezza, e spinge il suo naso contro il mio, i suoi occhi scintillano follemente, le labbra carnose sono troppo buone. Sono fottuta. 'Hai trovato il tuo autocontrollo in bagno?', Chiede, con voce piena di umorismo. 


'Sì,' rispondo tra i denti. La mia resistenza è andata al tappeto, insieme con la mia insolenza e alla fiducia. 


'Certo', sussurro, iniziando a fare un passo indietro, e non mi lascia altra scelta che seguirlo. 'Camera da letto, cucina, divano? Io non sono particolarmente preoccupato su dove scoparti, ma ti permetto di fare la scelta finale'. 


'Finale?' 


'Si, puoi scegliere il luogo. Da lì in poi, ciò che accade sarà nelle mie mani. E posso garantirti almeno due cose. ' 


'Che cos'è?' Chiedo eccitata, continuando a seguirlo, chiedendomi se voglio saperlo veramente. 


'Ho intenzione di essere il migliore che hai avuto,' mi ruba un bacio affamato, mi acceca con la sua possessiva e dura lingua inesorabile. 'E mi pregherai per averne di più.' 


Non discuto questa volta. Sono troppo occupata a prendere la sua gloriosa lingua. Oh, merda, serve solo a baciare così bene o sa fare altre cose che stuzzicano la mia fantasia. Scommetto che la lista è infinita. 'Come vuoi tu, Samuel.' 


'Basta parlare, donna.' Si stacca dalla mia bocca, e ho solo lievemente notato che abbiamo trovato il nostro posto nella mia camera da letto. Io non riesco a interrompere il nostro contatto con gli occhi, il che è raro e altamente preoccupante. I suoi occhi stretti in fessure. 'Vediamo se siamo in grado di far zittire quella cazzo di bocca intelligente.' Mi sfila la sciarpa dal collo, il materiale che brucia la pelle ulteriormente, e praticamente strappa il vestito dal mio corpo. Non c'è niente che possa o voglia fare per fermarlo. Sono senza fiato e disperata, due cose che non sono successe da Dan. Ho subito pensieri che volano verso di lui. Non ne verrà fuori nulla di buono, e sembra dannatamente facile, in ogni caso, quando occhi di Sam scendono al mio petto e notano i miei seni nudi. Sorride, leccandosi le labbra, e prende uno dei capezzoli duri tra il dito e il pollice. Forte. Deglutisco mentre il dolore si irradia verso il basso fino al mio inguine. Sono immediatamente bagnata. 'Piuttosto tranquilla lì, Kate.' Mi prende in giro, guardandomi con occhi innocenti. 'Niente da dire?' 


Cerco di fare un profondo respiro, individuandolo sulla punta estrema del mio palpitante clitoride assaporando il piacere e rifiuta di darmi una mano. 'Cazzo,' è l'unica parola che si materializza e si materializza in un patetico sussurro arrendevole. Sono sua, e il sorriso sul suo volto appetitoso invaso da quella fossetta mi dice che lui lo sa. 


Mi spinge sul letto e striscia sul mio corpo, tenendo le mie mani in una delle sue e portandole sopra la mia testa. La sciarpa appare di nuovo, tendendo immediatamente mie spalle. 'Oh no,' mi viene da ridere, contorcendomi sotto di lui, sibilando e in controtendenza, quando il suo cazzo spinge sul mio ventre mentre con rapide manovre si spinge tra le mie cosce. 


'Oh, sì,' ringhia, bloccandomi le mani alla velocità della luce e infilando il restante materiale attraverso una barra sopra la mia testata. Alzo lo sguardo, notando il lavoro da esperto, e realizzando in un istante che io sono in grossi guai. 


'Sam!' Urlo, la furia si mescola con il desiderio irrefrenabile che mi sta provocando.’ Puoi togliermi ueste cose, cazzo!' Io strattono e tiro inutilmente gridando quando afferra le mie guance e tira il mio viso al suo. 


'Io e te ce la caveremo molto meglio se si smette di giocare Duro.' 


'Vaffanculo!' 


Lui ride e pizzica entrambi i miei capezzoli di nuovo. 'Donna, sento che tra un po' mi implorerai di venire. ' 


'Ahia! Ma che cazzo! 'Sta per fottermi la testa! Cerco di rendergli le cose più difficili possibile quando inizia a tirare le mutande giù per le mie cosce, scalciando e urlando come una pazza squilibrato. 


'Qualcosa mi dice che ti piace avere il controllo', riflette, buttando la mia biancheria intima e alzandosi in ginocchio. 'Prendi la pillola?' 


'Vaffanculo!' 


Lui ridacchia e scende con la bocca sul mio seno, mordendo. 'Sei pulita? ' 


Sussulto e gemo , piango e mi contorcere. 'Vaffanculo!' 


'Sto prendendo tutto questo come un sì.' Le sue dita trovano le mie pieghe tremanti e spingono in me spietate. 


'Oh, Dio!' Sono immediatamente teso intorno a lui e la mia testa inizia a tremare da lato a lato per la disperazione. 'Per favore!' 


Il bastardo fa uno sguardo sfrontato fino al mio viso sudato, la vittoria dipinta su tutto il viso irritabilmente bello. 'Credo di aver segnato il primo punto.' Muove le dita in modo accurato, facendomi sputare fuori un altro appello spudorato. 'E un altro', ansima, scaraventando la sua bocca sulla mia. Mangiandomi viva. Tutta la lotta si è appena trasformata in piacere. 'Scopami me, donna.' Borbotta. 'Sono pulito.' 


Annuisco contro di lui, la mia preoccupazione per la protezione abbandonata. Sono pulito, anche io, e prendo la pillola, ma non è mai stato un motivo da trascurare, o addirittura fidarmi dell'uomo con cui sto per andare. Eppure in questo momento, non posso andare oltre le sensazioni oscenamente incredibili che mi sta torturando. Voglio questo piccolo maiale più di quanto abbia mai voluto nulla. Mi ha disarmato, mi ha legato e tolto il controllo, che di solito è un modo sicuro per vedermi girare le spalle, ma non con Sam. Cogliona!



Rimuove velocemente le dita e sposta in modo brusco i fianchi, si piazza in avanti, teso e pronto, puntando I pugni nel materasso in ogni lato della mia testa e alzando il suo petto scolpito proprio all’altezza del mio sguardo. Se riuscissi a tornare in me, potrei probabilmente trovare l’energia per nascondermi al suo sguardo, ma si ritrae velocemente e spinge così fottutamente in profondità, gemendo e lasciando cadere il mento sul petto. I suoi capelli cadono in avanti, e il bisogno di sentirlo mentre si spinge dentro di me è devastante, ma le mie mani non possono andare da nessuna parte. 

‘Slegami!’ Urlo mentre mi colpisce con un colpo dei suoi fianchi stretti. Alla mia richiesta, tira su la testa, con il compiacimento che gli attraversa il volto teso e sudato. ‘No, no’ urla, e mi da le vertigini con il suo sorrisetto complice. 
“ Mio il gioco, mie le regole, e dico che resterai alla mia mercè.” Bang! ‘Sam, per favore!’ Ogni terminazione nervosa vibra, mi tormenta. Lui smette di muoversi, trattenendosi ancora. E’ doloroso. Sono impotente, e mentre questo è qualcosa che mi sforzo di evitare, in questo momento lo sto istigando. Ho bisogno che mi scopi, mi sottometta. 
‘Supplicami, donna. Supplicami di scoparti.’ ‘Per favore,’ non esito. ‘Per favore, scopami!’ Non ho mai pensato che quelle parole potessero uscire dalle mie labbra. Mai. ‘Con grande piacere,’ Il suo tono è pieno di soddisfazione e inizia a martellare un colpo dietro l’altro , prendendomi ripetutamente e senza pietà. Urlo, le mie cosce ancora più aperte, mi offrono al suo membro esperto, duro e esigente. Adesso sono pronta e lo accolgo, e ho perso completamente la testa per il piacere più inebriante che io abbia mai sperimentato. 

Resta sollevato sopra di me, spingendo I fianchi continuamente, il sudore gli colava dalla fronte per lo sforzo. “ Cazzo, sei fantastica , donna.” ‘Merda, Sam!’ ‘Stai per venire?’ ‘Si!’ ‘Cazzo!’ si tira fuori velocemente, sconvolgendomi fino al midollo, il mio ormai vicino orgasmo imminente, sfuma per la sua improvvisa battuta d’arresto. ‘Che cosa stai facendo?’ urlo, indignata, alzando la testa. ‘Zitta, Kate.’ 
Sputa le parole, alzandosi sulle ginocchia, evidenziando ogni muscolo da leccare, e sollevandomi dalla parte inferiore del corpo e posizionandomi sui suoi fianchi. Mi spinge verso l’alto, facendomi strozzare con un colpo di tosse, mentre sprofonda in me ancora, facendomi gemere. Il mio piacere esplode, la mia testa cada sul letto. “Oh Gesù,’ E’ forte, determinate… fottutamente fantastico. Il suo potere e la sua forza inesorabile, mi sconvolgono. Non ho mai provato niente di simile, e sono pienamente consapevole che rischio di diventare totalmente dipendente da questo. Da lui. Se non stessi per raggiungere un orgasmo devastante, potrei riuscire a seguire il discorso con più attenzione, ma tutto quello su cui posso concentrarmi con un minimo di attenzione, è il piacere che mi provoca attraverso questa nebbia in cui mi ha fatto sprofondare. 

Sto venendo... 

Viene. 

E poi sento una pressione sulla punta del mio clitoride, e cado in un abisso di sensazioni indescrivibili, urlando il suo nome fono a quando non sento la gola come carta vetrata e non ho più fiato nei polmoni. Il ruggito di Sam, seguito da un movimento selvaggio dei fianchi, mi dice che anche lui è venuto e mette giù il mio corpo, scendendo con me, rimanendo saldamente dentro di me, muovendosi in cerchio, profondamente e deliziosamente trattenendo ogni briciolo di piacere che si propaghi da noi. Siamo senza fiato. Sudati . Siamo entrambi senza parole. E sono totalmente fottuta. Un respiro pesante mi attraversa, fino a quando non sfiora con il suo volto la mia guancia, leccandomi, trovando la mia bocca e baciandomi con eccessiva tenerezza, dato quello che avevamo appena condiviso. Duro, veloce, e fottutamente furioso. 

“ Lo faremo di nuovo molto presto.” Sussurra. 
Accetto il suo dolce bacio, senza preoccuparmi di obbiettare, perchè in fondo, ero pienamente convinta , che lo avremmo fatto.

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